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Storia Sacra Immagine
APPARIZIONE ED INVENZIONE DELLA SS. IMMAGINE DI S. M. MATER GRATIAE DI CAPO D'ACQUA

ImageNella terra di Genzano successe nell'anno 1619 che uno nominato Pietro di Giovan Filippo giovine di età di anni 14 in circa, nato da onorati genitori, ritrovandosi un giorno in custodia di Bovi nel territorio di detta terra alle Stirpara, li comparse in detto loco una Donna vestita di bianco, la quale li disse, che avesse fatto intendere alle genti di detta terra, che avessero cavato alla Grotta della Vigna, che fu di Don Fabio, vicino alla Fontana di capo d'acqua, che Ella avrienno ritrovata l'immagine sua, e in questo sparì, e di poi alcuni giorni li apparse un altra volta nell'istesso Territorio, e li disse l'istesso: perlochè avendo detto Pietro rivelata detta visione in detta Terra, s'incominciò a cavare in detta Grotta dove non trovarono altro, che certa pittura nella rena, che a giudizio di molti si credeva fusse stata l'Immagine della Madonna SS. ed il Figliolo in braccia; ma poco di poi sparì la Arena, e s'incominciò a cavare là vicino a giudizio del signor D. Giovanbattista Devoli Cavaliere Napolitano, quale teneva l'affitto della Abbazia di Banzi, e di altri, dalla quale Cava successe, che cascò la Montagna di sopra la Grotte, e sassi durissimi, donde si scoprì un pertuso grande sopra la Grotta, dove si trovarono Cenere, Tozzoni, Langelle rotte, e lucerne rotte, e ossa di uomini, dalli quali segni si giudicò, che era stato luogo di Eremita, tanto più che si trovò ancora una immaginetta di S. Pietro Apostolo s opra un poco di Mattone, ed essendone uscito da speranza di ritrovar detta Immagine in detto luogo si risolsero di edificarci una Chiesa per devozione del Popolo, come s'incominciò, e si fecero li pedamenti, e per fare detta fabrica cominciarono a cavare le pietre cascate da detta montagna, col cavare sentirono un odore suavissimo, e trovarono li Cavatori dentro dette pietre la Immagine della Madonna SS. ed il Figliolo in braccia depitta in una pietra durissima di palmi uno e mezzo in circa, che la toccò colla zappa Giovanni Malatesta uno de' Cavatori, e questo fù a' 25 di Marzo 1621 ad ore 20 in circa, a tempo si cantava il Vespero solennemente nella chiesa della SS. Annunziata di detta Terra che si stava cantando il Magnificat, dove furono chiamate le genti, che fussero andati, che era ritrovata detta immagine SS. ben vero, che sono da circa anni 40 fù detto, che la B. Vergine era venuto in sogno ad una persona, che era al monte sopra il detto loco, perlochè il Rndo D. Ferrante de Cameraris allora Arciprete di detta terra, fè cominciare a cavare al monte predetto dove non si trovò cosa alcuna: e subito ritrovata detta Immagine se ne avvisò il Dottor D. Fulvis daietis Archidiacono, e Vicario Generale e Capitolare della Città di Acerenza, Metropole della Diocesi, e all'istesso tempo si fè una Cappella in detto loco, dove fù reposta detta immagine per mano di detto Signor Vicario insino a tanto che si edificava la Chiesa: quel Signor Vicario alli 28 di detto mese prese del tutto Informazione, con la relazione anco del Rndo D. Stefano Lepore Arciprete di detta terra benedisse detta Immagine con la Cappella, dove si celebrò Messa cantata sollennemente precedente processione fatta con detta Immagine per detta terra con concorso del Popolo, ed anche di molti forastieri, quali vennero al grido di detto felice successo, e si pose il nome detta Madonna SS. voleva essere chiamata sequitando molta divozione di terre convicine, e di lontani Paesi, non starò a dire di Infiniti miracoli, e grazie, che di continuo ha fatto, e fà tanto prima, che fusse ritrovata, quanto di poi che non basteria lingua umana a raccontarlo, male genti che ci concorrono ne possono far fede il loco dove è ritrovata, è amenissimo circondato di valle con arbori fruttiferi, e con una fontana di Acqua abbondantissima, e detta Cappella è fatta Iuspatronato della Università di detta terra, con Bulla di detto Signor Vicario con essere portato per Cappellano il Reverendo Capitolo di detta terra in perpetuum, e ci è istituita la Confraternità, la quale è stata agregata alla Archiconfraternita di S. Maria del Gonfalone di Roma, confinite indulgenze mediante Bolla spedita in Roma a dì 20 di 7bre 1621 talche di questo tesoro inestimabile dovemo rendere infinite grazie alla Maestà divina e a sua Madre Santissima a quella supplicarla, che come a protettrice nostra si degni conservarci sua santa grazia, e liberarci da ogni tribulazione. Amen.

 

 | © Comitato Festa Maria SS. delle Grazie - Genzano di Lucania 2004 |