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Cenni Storici Genzano di Lucania
Genzano è di origine antichissima e la sua nascita risalirebbe all’epoca dei primi abitanti della penisola italiana.
Le numerose caverne disseminate lungo i margini dei valloni che circondano il paese servivano di asilo ai primi abitanti della zona. Sono stati ritrovati in dette grotte oggetti, vasi di pietra, ossa umane e monete quando queste caverne furono trasformate in depositi di vino o paglia.
Questo fa pensare che Genzano fece parte della Magna Grecia. Infatti nel nostro dialetto si conservano ancora moltissime parole di origine greca: “tatà”, padre, deriva dal greco ‘TATA’, “vastas(e)”, facchino deriva dal greco ‘BASTAZO’ che significa portare, sollevare; “tavut”, cassa funebre, deriva dal greco ‘TAFOS’ che significa fossa, sepoltura; “rumat(e)” si chiama il letame dal greco ‘RUMA’ che significa sudiciume; la stilla si dice “stèzz” dal greco ‘STAZO’, che significa gocciolare.
Infatti uno dei tre valloni che circonda l’abitato porta il nome di Vallone dei Greci.Image
Il nome di Genzano appare nella storia molto tardi, nel III secolo dell’Era Cristiana. Nel Martirologio Romano esistente nella Cattedrale di Potenza è detto che il 29 agosto dell’anno 258 A.C. vanno commemorati a Genzano Secondo e Donato, in quanto ferventi cristiani che erano stati martirizzati sotto l’imperatore Massimiliano (E. Lorito – Genzano di Basilicata – Tipomeccanica, Napoli 1949). L’attuale Genzano ha origine alto-medievale, dal momento che i monumenti, le case e i reperti non sono anteriori all’VIII-IX secolo.
Altro riferimento storico di Genzano si ha quando Roberto il Guiscardo nel 1077 pacificandosi con papa Gregorio VII volle per sé il nostro paese e quello di Spinazzola.
Con la formazione del regno di Napoli e di Sicilia da parte di Ruggiero I (Normanno) nel 1140 formò una provincia con il nome ufficiale di Basilicata di cui faceva parte anche la nostra Genzano.
La Basilicata e con essa Genzano passò nel 1194 sotto gli Svevi, nel 1266 sotto gli Angioini, nel 1442 sotto gli Aragonesi, nel 1504 sotto il vice-Reame Spagnolo, nel 1734 sotto i Borboni di Spagna, dal 1806 al 1815 sotto i Francesi, dal 1815 al 1860 novamente sotto i Borboni e finalmente, in seguito alla rivoluzione del 1860 e all’impresa garibaldina, entrò a far parte del Regno d’Italia (M. Battaglino – Origine di Genzano di Lucania – Ed. Zafarone & Di Bello, Potenza).

IL PATRONO: SANT’ANTONIO ABATE
Verso la metà del VI secolo i Greci Bizantini posero l’assedio a Genzano che a differenza dei paesi limitrofi non solo non volle sottomettersi, ma si difese strenuamente e, per lungo tempo tenne inchiodato nel suo territorio un numero rilevante di nemici.S. Antonio Abate Patrono di GenzanoCinto di solide mura, munito di ben due castelli, il nostro paese poté frenare le orde che, a guisa di acque torrenziali, dilagavano per le regioni dell’Italia. I nemici umiliati dall’inaspettata resistenza, ottenuti i rinforzi, decisero di radere al suolo l’abitato e all’uopo, piazzarono le loro macchine d’assalto sulla collina di Montefreddo che dominava completamente il paese distante appena un tiro di balestra. L’attacco venne fissato per il giorno 17 gennaio dell’anno 554.
Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio cadde una insolita nevicata che in poche ore, coprì di un pesante strato di neve gli accampamenti e rese inservibili le macchine belliche. Il maltempo imperversò per circa un mese e il nemico, stanco della lunga attesa, tolse l’assedio e marciò verso Oppido.
Genzano vide nella provvidenziale nevicata un miracolo di S. Antonio Abate la cui festività ricorreva e ricorre nel giorno destinato alla distruzione del nostro paese e, in segno di eterna gratitudine, elesse a suo speciale protettore il celebre Anacoreta della Tebaide (E. Lorito – Genzano di Basilicata).

LO STEMMA
Stemma del Comune di Genzano di LucaniaL’antico stemma del Comune di Genzano è rappresentato da un leone d’oro rampante, sostenente tre spighe d’oro ed accostato ad un castello d’argento merlato e finestrato: il tutto in un campo azzurro. Il castello ricorda il vecchio imponente maniero dei feudatari, posto sulla sommità della Terra, il leone ricorda lo stemma di uno dei signori del luogo, e le tre spighe d’oro indicano la fertilità del suolo di Genzano.
Lo stemma però che prima contrassegnava il Comune di Genzano, unitamente alla frazione di Banzi, era una mezza figura di Sant’Antonio Abate, vestito d’argento, attraversato in basso da un maiale fermo al naturale: il tutto in campo azzurro. Benché quest’ultimo stemma manchi al grande archivio di Stato, pure risulta da un suggello trovato in carte comunali dell’anno 1685 (D. Sinisi, Notizie sul comune di Genzano, Napoli, Tip. Pontificia, Michele D’Auria, 1930 pag. 3s).

 

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